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BEATA ARCANGELA GIRLANI

29 GENNAIO

Eleonora Girlani (circa 1460-1495)

“Nacque a Trino nel Vercellese in un anno imprecisato della seconda metà del sec. XV. Manifestò ben presto la volontà di farsi religiosa ed a tale scopo fu posta in prova in un monastero presso la sua città; ma qui mal sopportava la vicinanza della famiglia. Nel 1477, dopo aver superato la contrarietà paterna, vestì l’abito carmelitano a Parma nel monastero della Congregazione Mantovana. Dovendosi dar inizio ad una nuova fondazione nella città di Mantova, Arcangela vi fu trasferita ed il 18 febbraio 1492 s’inaugurò il monastero di Santa Maria del Paradiso sotto la sua direzione, durata circa tre anni, perché morì il 25 gennaio 1495. Seppellita in un primo tempo nella tomba comune, poco dopo fu esumata e riposta in un’arca nel corro. Attualmente si trova nella chiesa dell’Ospedale san Lorenzo a Trino”.

(Ludovico M. Saggi, O. Carm., Santi del Carmelo, p. 249).
Si festeggia la sua memoria liturgica il 29 gennaio.

“Altra nota figura nel consolidarsi delle monache carmelitane in Italia è la B. Arcangela. Entrando nel monastero di Parma assieme alle sue due sorelle nel 1477 prese il nome di Arcangela perché desiderava passare la sua vita nella lode di Dio proprio come gli angeli in cielo. Divenne priora non molto tempo dopo la sua professione e a breve la sua santità fu conosciuta in tutta la zona. Le venne chiesto di realizzare una nuova fondazione a Mantova. La storia dice che i cittadini di Parma erano dispiaciuti di perdere la loro santa mentre i cittadini di Mantova ne gioivano. Questo entusiasmo medievale non si verificherebbe più ai nostri giorni, ma dà indicazione di come un monastero contemplativo non sia finalizzato esclusivamente alla santificazione delle monache, ma testimonia l’amore che Dio ha per tutti gli uomini e le donne” (Joseph Chalmers, O. Carm., Nella terra del Carmelo, 22).

A Mantova mancava un Monastero femminile. A questa mancanza fu rimediato nel 1492 per l’intervento del marchese Francesco II, di sua moglie Elisabetta d’Este e di suo fratello, il Vescovo Luigi Gonzaga. La nuova fondazione fu dedicata a S. Maria del Paradiso e la Comunità fu reclutata da Parma con la Beata Arcangela come priora. “Per costruire davvero un paradiso in terra”, commenta uno scrittore, “ci voleva un arcangelo di nome e di fatto”.

La Comunità seguì le Costituzioni di Parma, ma nel 1494 Angelo di Clavaro (Chiavari?) di Genova elaborò nuove Costituzioni più giuridiche e meno ascetiche. Vi si raccomanda la meditazione nel ringraziamento dopo la comunione ed è imposta una stretta clausura. Dio concesse alla Beata il dono di meditare profondamente il mistero della SS.ma Trinità. Nella seconda lezione dell’Ufficio delle letture è riportato un bravo della “Expositio parenetica” della Regola Carmelitana, scritta dal Beato Giovanni Soreth. L’argomento è opportuno anche per i carmelitani di oggi, ai quali la Regola comanda di meditare giorno e notte la legge del Signore; si adatta particolarmente alle monache di vita contemplativa.

La Beata visse profondamente il mistero della sua vita interiore in unione con Dio e nella percezione della sua presenza in purezza di cuore conducendo una vita fraterna semplice e austera, praticando la mortificazione, il distacco, l’umiltà e il nascondimento. Per amore della Regola, la Beata chiese ed ottenne che fosse tradotta in lingua italiana perché lei e le consorelle non comprendevano il latino. Tutto il cammino della spiritualità dell’epoca è attraversato dal tema dell’amore e del dono di sé che Arcangela trasmise alle sue consorelle insegnando loro a custodire la cella interiore dove l’intimo rapporto con Dio conduce alla perfezione e nel ricercare la cella esteriore come luogo d’incontro con lo Sposo, luogo di silenzio, di raccoglimento, di nascondimento per pregare, amare, correggere i propri errori e risalire dalle tante cadute causate dalla fragilità umana. Il suo culto immemorabile fu approvato il 1 ottobre 1864 dal Beato Pio IX.

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