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8 MAGGIO BEATO LUIGI RABATÀ

Nato ad Erice (Trapani, Sicilia) probabilmente nel 1443, entrò presto nell’Ordine del Carmelo presso il convento dell’Annunziata di Trapani. Fu priore del convento riformato di Randazzo, ove morì nel 1490. Secondo la tradizione, il beato fu ferito mortalmente al capo con una freccia per aver condannato i cattivi costumi di un signorotto. Luigi perdonò il suo aggressore senza voler rivelare il suo nome.

Nato a Erice (Trapani), probabilmente nel 1443, fu religioso a Trapani, priore a Randazzo, ove morì, probabilmente l’8 maggio del 1490, perdonando chi l’aveva ferito mortalmente alla testa. Il culto popolare si ebbe subito e due processi diocesani sulla fama di santità vennero fatti nel secolo XVI. Il suo culto venne approvata da Gregorio XVI nel 1841. Nel 1842 furono approvati l’Ufficio e l’Orazione propri, con grado di doppio minore di II classe e la celebrazione posta al giorno 11 maggio. Anche gli Scalzi introdussero nello stesso anno questa celebrazione nel loro calendario.
Con la riforma dopo il Vaticano II, la celebrazione del Beat9 è posta all’8 maggio con il grado di memoria facoltativa.
La liturgia è del comune dei santi religiosi, con salmodia del giorno del Salterio.
L’orazione propria si ricorda la pazienza del Beato e il suo perdono a chi gli aveva fatto del male e si chiede al Signore di poter anche noi esercitare la carità indistintamente verso tutti.
La seconda lezione della Liturgia delle Ore riporta un brano dai processi canonici con testimonianze sulla sua bontà, osservanza regolare, laboriosità e spirito di penitenza. le antifone al Benedictus e al Magnificat sono proprie.
Nello schema della Messa «pro religiosis» viene inserito il perdono accordato dal Beato al suo feritore (ant. all’introito e colletta), e la cura da lui avuta dei religiosi nella sua qualità di priore (ant. alla comunione).

E.Boaga

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